Archivi mensili: aprile 2018


Mitologie beuysiane IV – Come conobbi Beuys (B. e lo zio Remo)

Come conobbi Beuys (B. e lo zio Remo) Lo zio Remo, fratello di mia madre, andò a studiare a Bologna nel 1969. Era il primo della famiglia, e uno dei primi in paese, a tentare gli studi universitari e su di lui gravava una comprensibile apprensione. Un fallimento sarebbe stato non puramente una sua questione personale, bensì la triste resa di un intero vicinato agricolo alla prova della propria insufficienza al sistema scolastico borghese. Inizialmente iscritto a Giurisprudenza, dopo due anni passò a Lettere, e dopo un altro anno andò ad accrescere il numero dei fiduciosi che costituivano l’avanguardia del Dams, da poco inaugurato. Nel ’74, quando in fondo gli mancavano pochi esami per finire e con un piccolo sforzo in più ce l’avrebbe fatta di sicuro, lo zio Remo tornò a casa, in paese, accompagnato dai carabinieri. La vergogna era grande, ma non sarebbe stato possibile aggiungere altro peso sulla schiena del povero cristo, non una parola di rimprovero né una legnata. Sembrava già di suo un cane bastonato, dimagrito e di un pallore bluastro, sudato e nervoso mentre il padre lanciava contro il muro, uno per uno, i libri da dentro alla valigia, senza che l’uomo potesse bestemmiare […]

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Mitologie beuysiane III – Viaggio a Beuys

Viaggio a Beuys. A Perugia, nel sottosuolo adeguatamente climatizzato di Palazzo della Penna, si conservano le 6 lavagne istoriate da Beuys durante l’incontro pubblico avvenuto il 3 aprile 1980, un giovedì, in occasione dell’invito, rivolto da Italo Tomassoni a Beuys e a Burri, a confrontarsi operativamente nella città umbra. Solo due giorni prima, il martedì, Beuys aveva incontrato Warhol a Napoli, da Lucio Amelio, dove Warhol esponeva i ritratti di Beuys. Una settimana densa di appuntamenti dunque, durante la quale, a parte i due famosi artisti citati, Beuys era entrato in contatto con centinaia di altre persone, artisti comuni e anonimi della grande scultura sociale. In memoria di quegli incontri straordinari, un paio di domeniche fa siamo andati a Perugia, a vedere le lavagne. Lungo la strada, abbiamo fatto volantinaggio. (PP) Vedi anche: Mitologie beuysiane I Mitologie beuysiane II Mitologie beuysiane IV Mitologie beuysiane V http://www.pasqualepolidori.com/opere.html#slide-opere-b


Ketty La Rocca: di nuovo o finalmente?

La mostra in corso a Ferrara (Ketty La Rocca 80 — Gesture, Speech and Word; a cura di Francesca Gallo e Raffaella Perna; Padiglione d’Arte Contemporanea, dal 15 aprile al 3 giugno 2018) è la prima antologica realizzata in Italia a quasi vent’anni dall’Omaggio a Ketty La Rocca che nel 2001 ebbe luogo al Palazzo delle Esposizioni a Roma, e certo è la più ampia selezione mai presentata di lavori e materiali d’interesse biografico e insieme estetico. Ci sono tutte le opere più note dell’artista, raggruppate in due sezioni principali che danno conto rispettivamente della ricerca sulla parola (la poesia visiva, fra collage, cartelli segnaletici e lettere-scultura) e di quella sul gesto (la performance, il linguaggio delle mani e del viso, le craniologie e le riduzioni dell’immagine a parola per via calligrafica). Questa suddivisione di un lavoro di riconosciuta importanza, che nell’arco di appena un decennio ha prodotto opere ed esperienze sufficienti a testimoniare ogni tipo di approccio possibile fra le arti visive e la lingua (scrittura, oralità, comportamento, abito culturale, segno), è resa fluida dalla terza parola contenuta nel titolo della mostra, ovvero quello Speech/discorso che certamente sta per forma vocale e liquida della comunicazione, ma anche come assetto […]

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