Archivi mensili: novembre 2018


Mitologie beuysiane V – Il cappellino di carta.

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Leggendo Boris Groys (#3-fine): con mia nonna in cucina. Note sul corpo a corpo con l’opera e significazione del readymade.

(1) In genere chi crede nella contemplazione dell’opera rifugge dalle spiegazioni scientifiche, soprattutto se offerte nelle forme semplificate e sintetiche di una didascalia, e le liquida così come si scansa un oggetto d’impiccio tra noi e il nostro interlocutore, una sovrastruttura verbale che offusca e minaccia la relazione frontale con l’oggetto contemplato. Quante volte accade che, essendo introdotti al lavoro di un artista, si dica di non voler sapere niente in anticipo, di voler scoprire (sentire…) tutto da soli, come in un thriller si scopre l’assassino, pensando in tal modo di mettere alla prova l’opera: se essa ci parla, significa che è arte; se non ci parla, allora non lo è. Così, contemplativamente, piuttosto che informarci e cercare un po’ di chiarimenti, preferiamo sentirci alle prese con un codice misterioso e, al limite, intraducibile, che da un momento all’altro come per incanto si svelerà in un op-là che non necessita di dizionari. Inconsapevoli del teatro[1], procediamo nello spazio espositivo senza sospettare inganni né artifici, ma solo eloquenze e misteri; opere che dicono e opere che sono sul punto di dire, e prima o poi sbocceranno al loro significato, come margherite in un prato. E siccome non avvertiamo la drammatica crisi […]


Ragguagli in merito alla forma. Per Rita Mandolini.

.. Ragguagli in merito alla forma. Per Rita Mandolini al Macro Asilo. (PP)   1. Si avverte a un certo punto il bisogno di una forma. A un certo punto, ma non naturalmente. Quindi. Infatti. Comunque. A un certo punto. Certamente, volendo, fortemente, ma non naturalmente. Si avverte fortemente il bisogno di una forma. Fortemente vuol dire essenzialmente che vuol dire il troppo d’essere. Impariamo che il buio non è contrario all’assorbimento o all’esasperazione di essere. Ci convinciamo che l’assenza di una forma non può che essere momentanea. Pensiamo che, siamo certi che, immaginiamo che una forma ci è destinata. A un certo punto.       Il bisogno di una forma si fa sentire punto per punto. È il bisogno di una forma che distanzia i punti l’uno dall’altro. È il bisogno di una forma che appesantisce ogni singolo punto. Sentire il bisogno di una forma è la pesantezza in un punto distinto. Sentire il bisogno di una forma è l’inizio di qualcosa. Sentire il bisogno di una forma è già qualcosa.   Qualcosa è qualcosa che qui non si specifica. Qualcosa è senz’altro più di niente ma non è ancora la forma. È poco più di niente o […]

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