KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH #01 Il progetto al Macro Asilo


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KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH

Una lezione-concerto, specialmente su Kurt Schwitters

KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH è una lezione-concerto di storia dell’arte che si ispira alla suggestione esercitata dalla faccia sorridente di Kurt Schwitters, così come l’artista appare nelle foto che gli fece Genja Jonas nel 1926. Apprezzata per l’acutezza psicologica dei suoi ritratti, la celebre fotografa restituì un’immagine dell’amico caratterizzata da una vivida espressione di giovialità, pacifica e ottimista, distante tanto dal tormentato esistenzialismo espressionista, quanto dal furore degli atteggiamenti dadaisti, che del resto l’artista fece propri solo in parte, e con il beneficio di una personalissima interpretazione segnata dalla confluenza e dalla metamorfosi dei tanti linguaggi praticati.

In verità, il sorriso di Kurt Schwitters rappresenta un’eresia anche al cospetto della eroicizzata intellettualità di molta avanguardia, che se da un lato demoliva la retorica classicista, dall’altro però instaurava un ideale estetico altrettanto dogmaticamente scolpito, e spesso non esente da rigide implicazioni morali. Schwitters, al contrario, ci offre un modello di soggettività improntato all’apertura verso l’imprevedibile, disponibilità a deviare dai percorsi stabiliti, e fiducia in una sempre possibile ricomposizione di banalità e disastri quotidiani (e storici), in funzione di una natura poetica, intesa a trasformare la materialità in forme espressive, e fare della realtà il luogo di un ritmico e diffuso andirivieni tra senso e non-senso. E un tale programmatico abbandono alle promesse della vita e del linguaggio, che non verrà mai meno neanche negli anni della miseria e della precarietà dell’esilio, non può che suonare come una altissima lezione etica, se si considera che a tramandarla è un uomo che morì in miseria, avendo patito la distruzione dell’opera e l’esproprio della lingua. Schwitters che nel 1944, a Londra, declama la Ursonate, nelle foto in quella occasione scattate dal figlio Ernst, mostra lo stesso volto irresistibilmente felice: felice del suo poema senza significato, modernamente e umanamente dionisiaco.

Infine, proprio nei ritratti eseguiti da Genja Jonas nel 1926, emerge un carattere umano che non si vieta il gioco di una esplicita forza seduttiva, capace di una sensuale spensieratezza, intorno alla quale il progetto KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH intende interrogarsi.

Lo spunto offerto dal sorriso di Schwitters è perciò occasione per riflettere sia sulla straordinaria influenza che il suo esempio ha avuto e continua ad avere sull’arte successiva, e sia sui contenuti affettivi che animano l’esperienza artistica in generale e formano il giudizio estetico. In tal senso è da leggere la fondamentale partecipazione di Steve Natterstad alla lezione-concerto, che consiste nell’esecuzione al pianoforte di un programma di standard di Broadway, come The Man I Love, I’ll Build a Stairway to Paradise, Send in the Clowns, fra gli altri, dove drammaticamente si tessono le trame di una finzione sentimentale.

In KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH, infatti, l’artista tedesco è assunto quale figura fantasmatica al centro di un procedimento narrativo di natura concettuale, che alle vicende dell’arte del secolo scorso sovrappone le forme di una fittizia affabulazione, nella quale si affermano ragioni non tanto legate al documentato riscontro dei fatti storici, quanto piuttosto alla soggettività di chi, raccontando, plasma l’oggetto del proprio desiderio.

La composizione della lezione-concerto avviene all’interno di un laboratorio che si svolge durante il mese di maggio nell’Ambiente #2 del Macro Asilo. Rivolto a un numero limitato di partecipanti, ciascun incontro del laboratorio prevede l’esame e discussione di materiali relativi a Schwitters, sulla falsariga della ricostruzione mimetica della sua personalità artistica, nonché di un rapporto con l’opera d’arte estremamente condizionato da fantasie e rituali sentimentali. I contenuti progressivamente elaborati andranno a formare una drammaturgia che si definisce anche attraverso il dialogo operativo con i visitatori e le persone invitate a prendere parte al laboratorio.

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APPUNTAMENTI:

1-31 maggio 2019 martedì mercoledì e giovedì ore 15:00 Ambiente #2

MATERIALI PROGRESSIVI PER LA DRAMMATURGIA DI KS

Laboratorio di lettura e conversazione.

Per informazioni e per partecipare al laboratorio si prega di scrivere a:

ks.pasqualepolidori@gmail.com

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7, 8 e 9 maggio ore 15:30-18:30

Laboratorio 1: analisi di una scelta di testi su Schwitters, diretta a individuare tutte le occorrenze dell’artista come soggetto sintattico; riduzione in frasi semplici e creazione di un mantra/rosario; corteggiamento e significazione della cosa/fantasma; Stairway To Paradise.

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14 e 15 maggio ore 15:30-18:30

Laboratorio 2: la faccia di Schwitters in rapporto ai ritratti dei suoi contemporanei; il catalogo dei tipi; anti-intellettualismo di Schwitters; ebbrezza; il dilagare della vita; non-noli me tangere; ritratto dell’artista come amante, partner, ladro e giocatore; The Man I Love.

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16 maggio ore 16:00

Conversazione I: Soggettività e montaggio linguistico. Il salvabile di una quotidianità quasi banale.

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21 e 22 maggio ore 15:30-18:30

Laboratorio 3: merzificare la storia dell’arte, ovvero togliere il veleno all’opera d’arte; sentire al massimo; effusioni con l’opera; estasi; deliquio; I’ve Got A Crush On You (e altre teorie estetiche).

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23 maggio ore 16:00

Conversazione II: Soggettività e oggettività fittizie. La storia dell’arte come (intima) illusione narrativa.

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28, 29 e 30 maggio ore 15:30-18:30

Laboratorio 4: ur-linguaggio; la promessa di un senso-senza-significato come pegno d’amore-senza-fine; disfare la lingua è disfare la morte; Somewhere Over The Rainbow.

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2 giugno 2019 ore 17:00 Sala della quadreria

KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH

Una lezione-concerto, specialmente su Kurt Schwitters

Steve Natterstad pianoforte

Pasquale Polidori narrazione

Tianji Xu azioni sceniche

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.Presentazione di Francesca Gallo.

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Il progetto si avvale dell’assistenza di Arianna Desideri e di Enrico Colantoni.

 

https://www.facebook.com/ksthemanwhosmiledtoomuch/

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