KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH #04 Zinnoberfest 7 gennaio 1928


zinnoberfest7gennaio1928

7 gennaio 1928, Zinnoberfest (Festa del cinabro).

All’inizio e finché non fu chiara la fama di Schwitters, Hannover non era certo di strada per gli artisti delle Avanguardie. Tanto che fu scontato per il berlinese Richard Huelsenbeck far valere la sua arroganza, e facilmente convincere i membri del circolo dadaista a non ammettere quel provinciale di Schwitters. Ma invece a Hannover c’era gente interessante e intelligente, e che sapeva anche divertirsi, come Käte Steinitz. Quando vi giunse nel 1918, con il marito scienziato Ernst e le due figlie Ilse e Lotti, a cui presto si aggiunse la terza figlia Beate, Käte aveva già studiato all’Accademia d’Arte di Berlino, e poi a Parigi alla Sorbona e alla Académie de la Grande Chaumière, nota per essere una scuola ispirata a principi anticlassici e liberali. Aveva un talento multiforme, che comprendeva le arti visive e la scrittura, sia poetica e narrativa che giornalistica. Sui giornali scrisse di vari argomenti, non tralasciando le automobili, visto che guidare era la sua passione, e adottò degli pseudonimi, come quello di Annette Nobody, tanto per sottolineare la sua ironia a vocazione internazionale. Käte strinse amicizia con Schwitters, e insieme lavorarono a svariati libri per bambini, per la cui pubblicazione crearono una nuova casa editrice chiamata APOSS: Active Paradox Oppose Sentimentality Sensitive. Alla composizione di questi libri, destinati ai nuovi infanti costruttivisti e dadaisti, partecipava anche Theo Van Doesburg.

kate steinitz alla zinnoberfest 1928La collaborazione tra Kurt e Käte, che vide tra l’altro la produzione di un libretto d’opera a tema fantascientifico dal titolo “Collision”, fu suggellata da una iniziativa che vivacizzò alquanto la ristretta mondanità di Hannover, e cioè la Zinnoberfest (Festa del cinabro, il nome si deve a Schwitters), un ballo in costume nella cui organizzazione fu coinvolta l’Associazione degli Artisti Plastici. La Zinnoberfest era pensata per essere un’opera d’arte totale, tra musica, danza, poesia, pittura e scultura. Per l’occasione, Kurt compose la “Zinnoberschlager”, un’aria bislacca su musica di Walter Gieseking (la si può ascoltare qui interpretata agli inizi degli anni ’80 dall’attore e regista di Hannover Dieter Hufschmidt). La serata fu un tale successo che la Zinnoberfest fu adottata dal gruppo di artisti e architetti che si riunivano sotto il nome di Secessione di Amburgo, diventando una festa di libera espressione di idee politiche ed estetiche contrarie allo spirito militare e ideologico del Nazionalsocialismo.

Dopo il 1935, Käte Steinitz sfuggì alle persecuzioni naziste riparando con la famiglia negli Stati Uniti, dove continuò a lavorare come artista e storica dell’arte. A Los Angeles diresse la Elmer Belt Library of Vinciana, prestigiosa collezione di libri e manoscritti su Leonardo e il Rinascimento, formata dal dottor Elmer Belt, urologo e pioniere della chirurgia di riassegnazione del sesso, e donata all’UCLA nel 1961. Nel 1963, Käte Steinitz scrisse un libro su Kurt Schwitters, che rimane una fra le maggiori testimonianze dirette della vita e del lavoro dell’artista. Morì a Los Angeles nel 1975. Molte sue opere sono raccolte al Los Angeles County Museum of Art.

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