KS THE MAN WHO SMILED TOO MUCH #07 La vita è uguale per tutti


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La vita è uguale per tutti.

1887. Nasce ad Hannover. Figlio unico. Nonno materno epilettico. Nonna materna industriosa. Nonno paterno collerico. Nonna paterna morta giovane. Madre, Henriette Beckemeyer, grande lavoratrice; sarta a tredici anni, poi a diciassette direttrice di un negozio di vestiti, a venticinque proprietaria del negozio. Padre, Eduard S., affetto da febbri nervose. Addetto alle decorazioni in un negozio di vestiti. Nel 1886, proprietario di una boutique per signora.

1894. A scuola abbastanza dotato. Ama il disegno e la scrittura. Continua a pisciarsi sotto nonostante l’età. Lo chiudono in bagno per spingerlo a controllarsi. Carattere malinconico. Saliva che cola inaspettatamente.

1897. Primo amore: Else R., vicina di casa, più grande di lui. Dapprima compagna di giochi. Poi non si vedono più: la madre di Else non vuole e la tiene in casa. Fissazione delle finestre di casa di Else.

1898. I genitori vendono il negozio e con il ricavato comprano cinque appartamenti, che garantiranno una rendita alla piccola famiglia.

Primo soggiorno in campagna a Isernhagen. Realizza un piccolo giardino dietro casa: rose, fragole, collina artificiale e stagno. Recite teatrali.

1899. Else muore improvvisamente di setticemia. Lui nel suo letto ne vede il fantasma la sera prima di apprendere la notizia della morte.

1901. I bambini del vicinato gli distruggono il giardino. Pena infinita. Primo attacco di epilessia (còrea di Sydenham o còrea di Huntington? Lui ne parla come del ballo di San Vito…). Seguono due anni di cura.

1906. Primo chiaro di luna a Isernhagen. Inclinazione poetica. Consapevolezza. Realizza 100 acquerelli a tema “chiaro di luna”.

1909. Si fidanza con la cugina di secondo grado Helma Fischer, insegnante di lingue. Si sposeranno sei anni dopo e vivranno ad Hannover. Complicità.

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1941. Campo di internamento di Hutchinson, Inghilterra. Tornano gli attacchi epilettici. Recita Ursonate per i compagni di prigionia. Realizza opere con paglia, polvere di mattoni e porridge.

1948. Muore in povertà, assistito dal figlio. La morte è preceduta da settimane di delirio. Insufficienza respiratoria. Perdite di equilibrio e cadute. Urgenza della tenerezza. Sanguinamento dalla bocca.

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