Archivi mensili: luglio 2019


entr’acte #10 (Non è Andy Warhol il vero scandalo)

. Riproduzione di una pagina de L’Unità dell’11 maggio 1977, dove si dà notizia dello scandalo e della denuncia seguita alla proiezione di alcuni film di Warhol all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Il film incriminato era Couch — 1964, dove sul divano della Factory si susseguono incontri sessuali promiscui fra i frequentatori della open house di Warhol — che è uno dei punti di contatto più sensibili tra arte e vita, un vero nervo scoperto di questa mitica coppia dialettica. Nel caso della proiezione a Macerata, accade che la vita (il sesso su un divano a New York, a inquadratura fissa e unità di tempo reale) fa visita alla vita (gli studenti dell’Accademia di Macerata intenti a vedere il film) attraverso la mediazione di un film d’arte. Warhol non è Genet, non usa il montaggio in senso poetico e linguistico, anzi non lo usa affatto. E questo grado zero del montaggio, come sappiamo, è quel che dovrebbe restituirci un senso di vita vissuta, senza l’imbarazzo di troppi significati e costruzioni. Tuttavia, sarebbe un errore credere che guardando Couch noi stiamo partecipando, fosse anche solo come guardanti, alla vita vissuta o vivente. Anche la scelta dell’inquadratura fissa e la rinuncia […]

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