Archivi mensili: novembre 2019


entr’acte #13 (prove di trazione – Horkheimer e Adorno)

. “Il distacco del soggetto dall’oggetto, premessa dell’astrazione, è fondato n el distacco dalla cosa, a cui il padron e perviene mediante il servitore.” p. 21 .   Pasquale Polidori, PROVE DI TRAZIONE Max Horkheimer e Theodor Adorno, Dialettica dell’illuminismo, Video, 6’55’’, 2018 PROVE DI TRAZIONE (volumi vari) è una serie di video che registrano lo svolgersi di una stessa azione, ripetutamente effettuata da due soggetti su un unico volume che è o di poesia o di filosofia. Ciascuno dei due cerca con forza di tirare a sé il volume, distorcendolo leggermente. Con Enrico Colantoni e Pasquale Polidori.

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entr’acte #12 (Linda Montano balla il tiptap in SHOWBOAT 1988 di Rick Schmidt, 1978)

NEL FILM SHOWBOAT 1988 – THE REMAKE DI RICK SCHMIDT LINDA MONTANO COMPARE BALLANDO IL TIPTAP VESTITA DA SUORA E ACCOMPAGNATA DA UN CAGNOLINO FRA LE TANTE NON-STELLE-DI-HOLLYWOOD CHE PARTECIPANO ALLE AUDIZIONI PER IL REMAKE DEL FAMOSO CLASSICO MUSICALE E PROBABILMENTE QUESTO EPISODIO RAPPRESENTA IL PUNTO CRUCIALE IN CUI LA VITA E L’ARTE DI LINDA SI SCAMBIARONO E RECIPROCAMENTE ANNULLARONO DAVVERO OVVERO NON NEL PERIMETRO DI UN CONCETTO O DI UNA OPERAZIONE PENSATA COME OPERA E COME AZIONE


Complemento a Tecniche d’evasione. 1975, Tom Marioni in viaggio a Budapest.

Come complemento alla visita della mostra Tecniche d’evasione. Strategie sovversive e derisione del potere nell’avanguardia ungherese degli anni ’60 e ’70, in svolgimento al Palazzo delle Esposizioni a Roma, ecco la testimonianza di uno degli artisti che maggiormente hanno contribuito alla definizione di un paradigma concettuale come insieme di tecniche espressive, pratiche politiche e revisione teorica degli obiettivi dell’arte. Operando soprattutto a San Francisco, Tom Marioni ne ha segnato profondamente l’ambiente artistico, soprattutto attraverso la fondazione, nel 1970, di un particolare museo, il MOCA – Museum of Conceptual Art, il cui intento era di dar vita e far circolare nuove esperienze artistiche basate soprattutto sulla scultura performativa, l’azione, la concettualità. Un ruolo centrale e totalmente funzionale alla operatività artistica, vi ebbe il bar, ossia gli appuntamenti che a cadenza settimanale raggruppavano un certo numero di persone scelte e invitate per bere birra e discutere di filosofia, nell’intento di generare un ambiente artistico di impronta concettuale. Questa esperienza, durata fino al 1984, è definita da Marioni come “a large-scale social work of art”, e rappresenta un primo vero esempio di arte relazionale ante litteram. Essa contribuì in modo essenziale, e in particolare in California, alla caratterizzazione dell’Arte Concettuale in senso comportamentale, […]

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Il concettuale alla prova dell’iperlinguistico. Tecniche d’evasione nell’Ungheria degli anni ’60 e ’70.

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma è in corso una mostra importante, dedicata alle avanguardie artistiche ungheresi successive alla rivoluzione (repressa) del ’56[1]; una scelta di opere che, organizzate in 6 sezioni, spiegano il rapporto tra gli artisti — tutti ascrivibili a una ricerca di impronta concettuale — e le conseguenze politiche, sociali, linguistiche, della lunga restaurazione, durata praticamente trent’anni, che seguì a quella brevissima rivoluzione; opere che ci emozionano in quanto hanno molto da dirci su quel che noi siamo senza forse sapere di essere. E la sensazione che una parte di noi sia implicata in quella storia dell’arte, si fa strada immediatamente proprio nell’osservare una nostra ambigua familiarità con le pratiche artistiche e anche le tematiche che qui vediamo in essere. Implicazione che è certamente di carattere teorico — esempi di domande che ci riguardano da vicino, e che qui sorgono: (1) Come si fa la body art sotto le regole soffocanti della censura?; (2) Come ci si moltiplica e ci si disfa della costruzione ideologica del sé, sotto dittatura?; (3) Che strada prende la diminuzione dell’oggetto, tipicamente concettuale, lì dove l’apparire può costare l’arresto e l’incarcerazione?; e così via altre domande di uguale tenore comparativo — e […]